NATO COME UN PIATTO DELLA TRADIZIONE CULINARIA ‘POVERA’ LE CIRIOLE ALLA TERNANA SONO DIVENTATE UN SIMBOLO DELLA CITTADINA UMBRA, ASSAI APPREZZABILI NON SOLO QUI MA ANCHE IN MOLTE LOCALITÀ DEL CENTRO ITALIA. MA COME SI PREPARANO?



Le Ciriole, piatto “povero” della cucina umbra, sono un tipo di pasta allungata, simile ai pici toscani, con forma di serpentelli. Fatte a mano, le Ciriole non contengono uova, ma acqua e farina e il nome deriva da dal latino “cereus” che significa bianco come la cera, proprio per il colore tipico della pasta senza uovo.
Dalla tipica forma allungata e attorcigliata (che le rende simili a dei bucatini spezzettati), le ciriole erano in origine considerate un piatto della cosiddetta “cucina povera”, in quanto ottenuto con ingredienti semplici, la cui bontà derivava soprattutto dalla qualità delle materie prime impiegate.

Procedimento per le Ciriole
Dosi: 6 persone.
Difficoltà: media.
Preparazione: 30 min. (+ 60 min. di riposo dell’impasto per le Ciriole)
Disponete la farina “a fontana” su un ripiano. Con le mani spostate la farina dal centro in modo da creare un “buco” dove verserete una quantità d’acqua sufficiente per ottenere un impasto compatto. Lasciate riposare l’impasto in un panno umido per circa un’ora.
Dopo aver lasciato riposare l’impasto, lavoratelo in modo da ricavare tanti serpentelli dello spessore di circa 3-4 mm e lunghi 10-15 cm.






